Osate gente, Osate!

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«Mi trovavo in albergo con clienti francesi e allora la caffettiera per loro era quasi una novità. Erano perplessi e dubbiosi e temevo di non riuscire a concludere la vendita. In quel momento passò fianco a noi Aristotele Onassis: andava in bagno; presi il coraggio a due mani e lo seguii. Dissi: “Sono un giovane imprenditore italiano, mi dia una mano, lei che ha cominciato dal nulla come me. Quando rientra nella hall dica che usa una mia caffettiera; mi serve per fare colpo su questi riottosi clienti”. Tornai, convinto e rassegnato che Onassis avrebbe tirato dritto. Invece avvenne il miracolo. Onassis, fingendo di vedermi all’ultimo istante, tornò indietro, mi diede una pacca sulle spalle e disse: “Renato, come va? Ma sai che non ho mai bevuto un caffè buono come quella della tua caffettiera?”. Sì, andò proprio così».

Renato Bialetti, l'”omino coi baffi”.

Quante volte non troviamo il coraggio per dire quella cosa, fare quel passo, compiere quel cambiamento.

Eppure lo desideriamo, dentro lo bramiamo. Sappiamo che se dicessimo o facessimo quella cosa, sarebbe meraviglioso, non tanto per il risultato, quello può essere anche ciò che non ci aspettiamo, ma avremmo comunque dimostrato di avere coraggio, di avere rispetto di noi stessi, di essere coerenti.

Io, in passato, mi sono morso un sacco di volte la lingua, magari con qualcuno a cui avrei voluto presentare la mia attività, oppure mi sono sentito incollato alla sedia davanti a quella ragazza che mi suscitava mille emozioni ma alla quale non ho mai detto di piacermi.

E poi?

E poi tanti rimpianti, tanti se avessi detto, se avessi fatto, e tanto dispiacere e tanta sensazione di impotenza, di ingiustizia.

E pensare che la potenza e la giustizia sono sempre state nelle mie mani, senza che però ne fossi davvero consapevole.

Così le cose non dette e non fatte hanno portato nessun risultato e con esso, nessun insegnamento.

Già perché per assurdo ogni volta che mi sono privato di un’esperienza mi sono anche privato di un insegnamento.

Che apprendimento c’è nel non osare?

Solo quello della paura. Ma la paura cosa insegna, se non ad avere altra paura?

Oggi, da un pò di tempo, dico SI.

Dico si alla mia vocina che mi dice di parlare, di propormi, di espormi, di rischiare, di esistere, di occupare spazio, di agire, di sperimentare, di sbagliare, di imparare.

Di cosa dobbiamo avere paura, se non di non Vivere?

Vado a farmi un caffè!

2 commenti

  • Grazie x quest’idea di intraprendenza e coraggio.
    Il garbo di un gesto che osa fa sentire grandi e capaci di fare meglio..

  • Grazie Lidia.
    Sei gentile.

    Spero di conoscerti un giorno.

    A presto, dunque

    Gianluca

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