La fine è il mio inizio.

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Oggi la notizia che avrei voluto utilizzare per il mio post è quella del marocchino Baka, ipovedente, che ha gareggiato nei 1500 metri alle meno blasonate Olimpiadi di Rio (paralimpiadi), e che ha strabattuto il vincitore di quelle di un mese fa, l’americano Centrowitz, che invece è stato acclamato da tutto il mondo.

Poi, dopo una giornata ricca di esperienze ed emozioni, arrivo a casa e, dopo un’ultima amabile telefonata, accendo la tv e su Rai5 trovo la parte finale del film sulla storia di Tiziano Terzani, che racconta gli ultimi giorni della sua vita. Richiamato il figlio dall’estero, vuole passare gli ultimi giorni nel raccontargli la sua vita, le sue scoperte, le consapevolezze e le sue conclusioni.

Il film l’ho già visto tanto tempo fa, e il libro letto ancora prima.

Ma sarà che il tema della perdita è sempre molto vivo dentro di me, e il fatto che chi lascia una testimonianza così importante, merita onore ed ammirazione, mi sono ritrovato a piangere come un parente per una dipartita lontana e ben raccontata.

La riflessione che è scaturita è quella della consapevolezza che in questa vita possiamo fare davvero la differenza in ogni istante, con ogni azione, per chiunque incontriamo.

L’urgenza che sento dentro, forte, è quella di voler lasciare un segno del mio passaggio.

Non mi interessa che sia materiale. Non sono megalomane e non mi serve avere statue o targhe commemorative.

Io voglio essere mezzo per aiutare gli altri a migliorare.

Io voglio dare il meglio che posso per far sì che le persone possano comprendere quello che ho compreso fino ad ora io e che mi ha fatto sentire di essere un Essere migliore.

Non ci sono ragioni valide per vivere conflitti con gli altri esseri umani.

Ha senso parlare, comunicare, confrontarsi se le cose non sono come vorremmo.

Non vale mai la pena di alimentare astio, risentimento, odio nei confronti di altri individui.

Non esiste nessuna ragione che tenga in piedi questi sentimenti.

Tutti sbagliamo e l’unica cosa che possiamo fare è ammettere i propri errori e chiedere scusa se abbiamo fatto soffrire altri.

Siamo tutti partoriti da una stessa Madre e siamo tutti uguali davanti alla giustizia divina.

Siamo venuti a questo mondo per realizzare cose meravigliose e per costruire, soli ed insieme, una realtà più alta, più nobile.

Il lavoro che siamo venuti a fare su questa terrà è di crescita, scoperta e autorealizzazione. Possiamo onorare questa vita in nome di un’evoluzione che ci possa elevare ad esseri spirituali.

La nostra responsabilità è essere la miglior espressione di magnificenza che possiamo immaginare, che ci fa sentire felici e soddisfatti del nostro comportamento, del nostro vivere etico, del nostro essere esempio del divino.

Quando penso a cosa posso fare nel mio quotidiano per essere il mio me migliore, penso sempre a quello che posso fare per gli altri.

Un sorriso, un aiuto, un pensiero, un’attenzione, se fatta soprattutto a perfetti sconosciuti, mi da la sensazione di aprire la cassa toracica e dare più spazio al cuore di espandersi.

Amare una persona, come sto facendo io in queste settimane, amare i miei genitori, mio fratello, i miei nipotini. Amare i miei amici, i miei colleghi, i miei coachee. Amare lo sport, la natura, la vita, la salute mi mette nella condizione di sentirmi parte di un tutto più grande, più ampio, più inabbracciabile. Mi sento piccolo rispetto all’Universo, ma Grande rispetto al ruolo che posso avere in questa vita, per me e per gli altri.

Io ancora non so quale sia il mio vero lavoro in questa vita, ma quello che sto facendo lo sto facendo con passione, amore, consapevolezza e rispetto.

La scoperta sarà un pezzo alla volta, fino alla fine, prima dell’Inizio.

In India si dice che l’ora più bella è quella dell’alba, quando la notte aleggia ancora nell’aria e il giorno non è ancora pieno, quando la distinzione fra tenebra e luce non è ancora netta e per qualche momento l’uomo, se vuole, se sa fare attenzione, può intuire che tutto ciò che nella vita gli appare in contrasto, il buio e la luce, il falso e il vero non sono che due aspetti della stessa cosa. Sono diversi, ma non facilmente separabili, sono distinti, ma non sono due. Come un uomo e una donna, che sono sì meravigliosamente differenti, ma che nell’amore diventano Uno. Tiziano Terzani

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