Cosa c’è sotto?

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Qualche giorno fa ho letto della scoperta che le famose statue dell’isola di Pasqua, le teste Moai, ma hanno anche un corpo, che scavando è emerso in tutta la sua bellezza fatta di incisioni e disegni.

Questo avvenimento, che testimonia una scoperta che è sempre stata li, in attesa di essere portata alla luce, mi ha fatto venire in mente una cosa che spesso mentre faccio coaching, viene fuori con i miei clienti.

Tutti noi esseri umani, siamo un po’ come le teste Moai.

Non dure come la pietra!!!

Mi spiego meglio.

Quello che noi conosciamo di noi stessi è solo la parte che emerge dal terreno, che sta fuori e che si mostra alla luce del sole.

Ma proprio come per le teste Moai, anche noi abbiamo una parte sommersa che, probabilmente, è la parte più preponderante e preziosa di noi stessi.

Quando qualcuno mi dice di aver paura di scoprire qualcosa lavorando su se stesso, quello che mi genera è sempre un tenero sorriso perché in realtà, come i bravi archeologi che anno scavato intorno alla testa portando alla luce anche il corpo delle statue, così anche noi potremmo fare lo stesso.

Fino a quando non lavoreremo sodo per scavare intorno alla nostra testa, conosceremo solo quello che già sappiamo di noi.

Ma questo non è al quanto noioso oltre che poco produttivo?

La nostra evoluzione, il nostro compito su questa terra, non è quello di ripetere continuamente sempre la stessa storiella già nota e con un finale nemmeno tanto entusiasmante.

Possiamo ogni giorno, con la nostra piccola pala, tirare via un po’ di quella terra che ci soffoca il corpo e scoprire di essere più belli e meravigliosi di quanto pensiamo.

Non possiamo aspettare che qualcun’altro lo faccia per noi, perché ognuno ha la sua scoperta da fare e se c’è qualcuno che si offre di farlo al posto nostro, vuol dire che preferisce la scoperta degli altri alla propria, quindi stategli alla larga.

Il fatto di non voler scavare per portare alla luce le già nostre meraviglie, è come avere una raccolta di regali di natale che ogni anno decidiamo di non aprire e che intenzionalmente lasciamo lì, in un angolo della stanza.

Se fosse così, non moriresti di curiosità?

Oltre il danno c’è anche la beffa.

Già perché tra quei regali sono certo che troveresti anche un sacco di cose utile per la tua vita, che non aprendoli non saprai mai di possedere già, e magari sono proprio quelli che lamenti di non avere nella tua quotidianità!

Non sembra tutto molto assurdo?

Bene, il mio invito per questo maggio oramai alle porte è quello di iniziare a scavare un secchiello alla volta intorno alla tua testa e di stupirti per le cose belle che un po’ alla volta scoprirai di aver sempre avuto lì, sotto metri cubi di terra, a portata di paletta.

Quindi armati di secchiello e paletta e buona scoperta!!!

 

 

Un commento

  • Martina Antognozzi

    Qualche giorno fa ho letto della scoperta che le famose statue dell’isola di Pasqua, le teste Moai, ma hanno anche un corpo, che scavando è emerso in tutta la sua bellezza fatta di incisioni e disegni.

    Questo avvenimento, che testimonia una scoperta che è sempre stata li (lì), in attesa di essere portata alla luce, mi ha fatto venire in mente una cosa che spesso mentre faccio coaching, viene fuori con i miei clienti.

    Tutti noi esseri umani, siamo un pò (po’) come le teste Moai.

    Non dure come la pietra!!!

    Mi spiego meglio.

    Quello che noi conosciamo di noi stessi è solo la parte che emerge dal terreno, che sta fuori e che si mostra alla luce del sole.

    Ma proprio come per le teste Moai, anche noi abbiamo una parte sommersa che, probabilmente, è la parte più preponderante e preziosa di noi stessi.

    Quando qualcuno mi dice di aver paura di scoprire qualcosa lavorando su se stesso, quello che mi genera è sempre un tenero sorriso perché in realtà, come i bravi archeologi che anno scavato intorno alla testa portando alla luce anche il corpo delle statue, così anche noi potremmo fare lo stesso.

    Fino a quando non lavoreremo sodo per scavare intorno alla nostra testa, conosceremo solo quello che già sappiamo di noi.

    Ma questo non è al quanto noioso oltre che poco produttivo?

    La nostra evoluzione, il nostro compito su questa terra, non è quello di ripetere continuamente sempre la stessa storiella già nota e con un finale nemmeno tanto entusiasmante.

    Possiamo ogni giorno, con la nostra piccola pala, tirare via un pò (po’) di quella terra che ci soffoca il corpo e scoprire di essere più belli e meravigliosi di quanto pensassimo (pensiamo).

    Non possiamo aspettare che qualcun’altro lo faccia per noi, perché ognuno ha la sua scoperta da fare e se c’è qualcuno che si offre di farlo al posto nostro, vuol dire che preferisce la scoperta degli altri alla propria, quindi stategli alla larga.

    Il fatto di non voler scavare per portare alla luce le già nostre meraviglie, è come avere una raccolta di regali di natale che ogni anno decidiamo di non aprire e che intenzionalmente lasciamo li (lì), in un angolo della stanza.

    Se fosse così, non moriresti di curiosità?

    Oltre il danno c’è anche la beffa.

    Già perché tra quei regali sono certo che troveresti anche un sacco di cose utile per la tua vita, che non aprendoli non saprai mai di possedere già, e magari sono proprio quelli che lamenti di non avere nella tua quotidianità!

    Non sembra tutto molto assurdo?

    Bene, il mio invito per questo maggio oramai alle porte è quello di iniziare a scavare un secchiello alla volta intorno alla tua testa e di stupirti per le cose belle che un pò (po’, te piace proprio questo “pò” con l’accento…ahah anche io lo scrivevo sempre così fino a poco tempo fa :P) alla volta scoprirai di aver sempre avuto lì, sotto metri cubi di terra, a portata di paletta.

    Quindi armati di secchiello e paletta e buona scoperta!!!

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