Correre verso il proprio sogno

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L’altra sera ho rivisto insieme a Giulia un film dell’anno scorso.

Race, il colore della vittoria è il film che parla della storia di Jesse Owens, uomo di colore che ha scritto un pezzo di storia dell’atletica leggera degli anni ’30.

Owens ha corso le olimpiadi del ’36, quelle di Berlino, quelle volute da Hitler per mostrare a tutto il mondo che la Germania aveva, secondo lui, un’egemonia indiscutibile sia sugli altri stati che sulle altre etnie.

In quelle Olimpiadi non erano “gradite” le minoranze e solo per una serie di azioni “diplomatiche” statunitensi, Owens poté gareggiare.

Ma la cosa più bella, che fa comprendere come un sogno possa andare aldilà di ogni ostacolo, è che Owens gareggio nei 100 metri, vincendoli, nei 200, vincendoli e facendo il nuovo record mondiale, nel lungo, vincendo e facendo il nuovo record olimpico (battendo il favorito atleta tedesco Luz Long) e nella staffetta 4×100, vincendo anche questa stabilendo il nuovo record del mondo.

4 medaglie che sono rimaste nella storia perché sono state vinte in un contesto a dir poco ostile.

Quando nel mio lavoro si parla con i clienti dei propri obiettivi, dei propri sogni, spesso, mi scontro con le giustificazioni, gli alibi, la mancanza di responsabilità nel voler portare a termine una cosa che sulla carta si desidera tanto.

Non sto negando che siano anche tempi ostili.

Quello che sento sono argomenti come la concorrenza, la crisi, la politica, i dipendenti, ecc.

Questi però sono sempre cause esterne, interferenze su cui possiamo influire ben poco.

Quando si desidera tanto un qualcosa, bisogna occuparsi delle interferenze su cui ci si può mettere lo zampino.

Ci si deve mettere lo zampino e anche l’anima, oltre al cuore.

Si deve essere disposti a sacrificare qualcosa, ad andare avanti nonostante le insidie e gli ostacoli sul sentiero per arrivare al proprio traguardo.

Le grandi imprese si compiono solo quando si fanno grandi gesti, grandi atti di coraggio, quando si prendono decisioni, quando si fa quello che prima non si era nemmeno immaginato di poter fare.

Lavorando con gli imprenditori della piccola impresa trovo sempre opportuno ritornare con loro a ricordare il sogno che li ha animati tanto tempo prima quando hanno deciso di iniziare il loro progetto.

Le emozioni, le ambizioni, i progetti, i sogni che hanno preso il posto delle minacce, dei sacrifici, delle fatiche, dei debiti, delle incertezze, sono le leve che hanno permesso di dare inizio a qualcosa che prima non esisteva.

Questo stato nascente ha in seno tutta la potenza e la magia che servono per generare le proprie idee.

Se lo puoi immaginare allora lo puoi fare! Questo diceva Disney e questo credo fortemente anche io.

Io immagino quello che voglio per me e chiedo di fare lo stesso ai miei clienti.

Chiedo di immaginare in modo vivido, ricco, importante.

Chiedo di non risparmiarsi, che tanto costa sempre uguale.

Zero.

Chiedo di iniziare a tornare a sognare. Chiedo di ricordare come la fiammella nel cuore che oggi sembra quella guida della caldaia, torni ad ardere per bruciare e scaldare la casa dove albergano i sogni di un tempo.

Non può esistere nulla che non sia realizzabile.felix-baumgartner-primo-piano

Felix Baumgartner ai più dice poco.

Ancora meno il disegno che fece a 5 anni.

Ma a distanza di quasi 40 anni la sua impresa è un monito a non mollare mai, a credere nei propri sogni, a continuare a perseverare per raggiungere i propri traguardi.

Così sono nati i grandi imperi, Walt Disney, Steve Jobs, Mark Zuckerberg.

Cosi possono nascere e prosperare tutti gli esseri umani che continuano a credere che il proprio sogno, la propria ragione per cui sono nati, possa essere onorata ogni giorno con la loro opera.

E non bisogna necessariamente essere atleti, imprenditori o astronauti di grido.

Ognuno di noi può essere il proprio se stesso migliore.

Ognuno può attingere nuovamente alle migliori risorse che ha a disposizione.

Ognuno può combattere la propria silente battaglia solo mantenendo chiaro qual è il proprio obiettivo.

Nessuno ha detto mai che sia facile.

Ma se vogliamo lasciare un segno del nostro passaggio dobbiamo mantenere accesso il fuoco della passione per quello che facciamo e per il sogno che vogliamo realizzare.

L’uomo è un genio quando sta sognando.
(Akira Kurosawa)

 

2 commenti

  • Hai perfettamente ragione. Nei momenti di difficoltà bisognerebbe ricordarsi due cose:
    – Il motivo perché abbiamo iniziato;
    – Che le difficoltà ci costringono a mettere da parte paure,dubbi e limiti. Ci spingono ad abbandonare convinzioni limitanti e ci permettono di crescere .

    • Grazie Danilo!
      Credo proprio che sia come dici tu. Siamo venuti al mondo per fare qualcosa di speciale. Paure, dubbi e limiti sono solo condizioni temporanee che restano sane se poi, valutato che non ci servono, usiamo il coraggio per andare verso la nostra meta. Coraggio inteso come con il cuore, che per mia personale esperienza e per il mio modello del mondo è l’unico modo per fare e dare la differenza alle persone con cui m confronto, sia per lavoro sia per vita.
      Buona Pasqua

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