Amami

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Mi piace un sacco essere coerente e congruente con i messaggi che do attraverso le mie coaching e con il mio modo di vivere.

Mi da un senso di lealtà e di etica.

Come quando trovi un portamonete per strada e lo consegni alle forze dell’ordine senza nemmeno guardarci dentro, certo che il tutto verrà riconsegnato al legittimo proprietario.

Mi fa stare bene essere onesto, soprattutto quando lo sono con me stesso.

Questa cosa di pensare a me come alla persona più importante della mia vita mi mette sempre nella condizione di fare le cose più giuste e più sane per me.

Con questo spirito mi prendo cura di me, di quello di cui ho bisogno, di ciò che è più giusto, di quello che sento essere importante e allineato con i miei valori.

Così facendo riesco non solo a farmi e darmi del bene, ma anche ad essere esempio e guida per le persone con cui lavoro e per cui lavoro.

In un colpo solo faccio del bene a più livelli e per più persone, oltre a me.

Quindi mi viene facile consigliarlo anche ai miei coachee, quando il tema del farsi voler bene diventa un generatore di sofferenza.

Quando, ad esempio, qualcuno vuole iniziare a lavorare con me in coaching perché è in difficoltà nel trovare una persona con cui costruire una relazione, spesso mi trovo a dover spiegare che prima dobbiamo voler bene a noi stessi e dopo cercare qualcun’altro con cui condividere questo amor proprio.

La condizione malsana per cui un essere umano si sente bene solo se qualcuno gli dimostra amore, è al quanto pericolosa.

Infatti io credo che ognuno dovrebbe essere responsabile e lavorare perché si voglia bene da se e che stia bene prima di tutto con se stesso. Solo allora si è pronti per stare bene con qualcun’altro.

Diversamente si sta delegando ad un estraneo la propria felicità, il proprio benessere, il proprio equilibrio.

Buona parte della mia vita l’ho passata credendo in un amore liberatore che potesse togliermi da una tristezza infinita regalandomi pace, gioia e senso.

Inutile dire che non si è mai verificato questo improbabile avvenimento, e aggiungo, per fortuna.

L’altra parte di vita, che sto ancora vivendo, è stata invece caratterizzata da una precisa consapevolezza che se io sto bene con me stesso, riesco a stare bene anche con gli altri.

Se voglio amare qualcuno, prima devo amare me stesso, profondamente, senza se e senza ma, accettandomi per come sono.

Oggi questo mi è chiaro e mai metterei in discussione questa nuova regola, ma mi rendo conto che prima, così come molte persone che conosco, non era così evidente.

Allora voglio dirlo in modo molto esplicito.

Ognuno ha una persona importantissima sulla faccia della terra che va amata e onorata tutti i giorni della propria vita. Non è il proprio compagno/a, e nemmeno sono i propri figli.

Questa persona sei tu.

Ti invito a fare una cosa.

Quando sarai in bagno, stasera oppure domani mattina, guardati allo specchio, negli occhi, intensamente. Osservati come se fosse la prima volta che lo fai e scopriti sconosciuto a quello sguardo.

Poi, innamorati di quello che vedi, anche nel profondo.

Fai esperienza di quello che senti andando oltre l’iride e quando senti di essere arrivato proprio infondo a dove sai, anche se sei commosso, di che ti vuoi bene, che ti ami.

Non ti sto chiedendo di pensarlo, bensì di dirlo.

Fai in modo di sentirti dire che ti vuoi bene, che ti ami. Fallo anche se ti sembra strano, buffo e assurdo.

Fallo e basta.

Se vuoi abbracciati.

L’hai mai fatto?

Fallo.

Esprimi tutto il bene che hai dentro, nei tuoi confronti e ristabilisci l’amore per te stesso.

Non c’è nulla di più bello, sano e giusto.

Diventa il tuo innamorato!

Sarà bellissimo scoprire che l’amore che provi per te si moltiplicherà anche per l’amore che hai per gli altri e per le cose che fai.

Amati come ameresti la tua anima gemella.

Ogni mattina mi sveglio e, guardandomi allo specchio, provo sempre lo stesso ed immenso piacere: quello di essere Salvador Dalì.
(Salvador Dalí) 

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