A te Petra Luna

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9 mesi, 8 ore ed ora 7 giorni.

Ed ora, sono perso.
Ma rispetto a tutte le altre volte in cui mi sono perso, questa volta è dolce e commovente che sia accaduto.
Prima eri un’idea.
Certo sapevo che esistevi nella pancia di Giulia.
Percepivo la tua presenza attraverso quegli stiramenti di pelle che mostravi come traccia di te in lei mentre ti muovevi per come potevi. Prima liberamente, quasi come una ginnasta da corpo libero, poi man mano sempre più costretta, sempre più misurata, sempre più rispettosa di non fare danni come un elefante che entra in una cristalleria, consapevole che la responsabilità è della cristalleria che non si adegua al fatto che tu hai deciso universalmente di diventare grande.
Per 9 mesi mi hai parlato di te così, ed io spesso, non ho capito. Non potevo capire.
Un padre per quanto sensibile e attento non può comprendere la magia della gravidanza.
Poi, come quando arriva la data per un viaggio che stai aspettando da tanto tempo con smania che arrivi presto, hai bussato più forte alla porta della vita terrena.
Tutti noi ti aspettavamo e non eravamo stupiti del tuo arrivo, ma il tuo ingresso nella sala della vita è stato di quelli trionfali. Sei entrata come la più bella delle principesse. Tutto l’ospedale si è fermato per festeggiare, tutto il reparto ha chiuso per occuparsi solo del tuo arrivo. Non c’era nessuno occupato a fare altro e chi non aveva nulla da fare ha fatto di tutto perché potesse dire “io c’ero” io ho assistito all’evento dell’anno.
Già, in queste fasi il tuo esserci si è manifestato in modo fisico, prepotente.
Ho visto Giulia piegarsi al volere di Madre Terra e Padre Cielo e farsi mezzo per generare Vita. Sono state 8 ore meravigliose e nello stesso tempo vissute con così tanta presenza che mi è sembrato di essere il 12esimo uomo in campo, che ha fatto la differenza. Ho lavorato, lottato, pregato, aiutato Giulia e le persone intorno a lei, per far sì che la tua venuta alla luce soffusa della sala parto, potesse essere fatta nel modo migliore possibile, secondo il mio pensiero.
Così è stato, perché così doveva essere.
Un centimetro alla volta sei venuta verso di noi, con calma, quella calma che anche io amo avere nella mia vita, nel vivere la mia vita, nel fare le cose della mia vita.
Prima un ciuffetto di capelli, poi un pezzo di nuca ed infine tutta la testa con quegli occhietti ancora curiosi e affamati di sapere. Io so che ci siamo rivisti, e ci siamo osservati, come a dirci “allora sei tu!” e ancora “finalmente!”.
Non mi dimenticherò mai il calore che dal basso ventre hai fatto partire nel momento in cui ci siamo presentati. È stato amore, subito, forte, intenso, passionale e incondizionato. Il colpo di fulmine che ti aspetti di avere per la donna che ami e per cui ti senti già di essere stato fortunato. Averne un altro, ancora, frutto di quello precedente, ti scaraventa in un temporale estivo di quelli che ti lasciano improvvisamente zuppo come un biscotto intinto nella tazza di latte.
Che esperienza, che emozione, che fortuna averla provata così da vicino, così intensamente, così da poter ammirare la donna che hai scelto e che ha portato a termine un lavoro così importante con le proprie forze. Oltre all’amore per Giulia, ho dovuto necessariamente fare un gran posto alla stima che in quelle ore è cresciuta in modo esponenziale. Io non so se tutte le donne si comportano come si è comportata Giulia, immagino di si, ma ciò mi importa relativamente. Quello che ha concluso mamma Giulia il 19 dicembre di quest’anno è qualcosa che mi riempie di stima e orgoglio per la persona che mi ha scelto e che ho scelto per il nostro progetto comune.
Da quel giorno, con Petra Luna, abbiamo incominciato a vivere insieme e tutto ha cambiato forma, tempo, colore, sapore, musica.
Nulla è più come prima.
Sono tornato a scuola. Quella che tra qualche anno Petra Luna inizierà a frequentare, quella che chiamano “elementare”.
Ho i miei sensi da ragno accesi e l’esercizio di presenza è costante. Giulia per prendermi in giro mi dice che alla fine diventerò zen.
Ma come si fa. Mi dico, come si fa ad avere te sempre a pochi centimetri dal cuore e non scoppiare di felicità per ogni versetto, smorfia, scoperta, manifestazione della tua Essenza, della tua presenza, della tua Vita.
Ci stiamo conoscendo in un modo che non avevo mai sperimentato prima.
E mentre noi conosciamo te, tu ci permetti di conoscere meglio anche noi stessi. Ecco allora che nascono le conferme e le smentite, le ovvietà e le scoperte, i blocchi sciolti e quelli ancora da far emergere.
Tutto ha un significato nuovo, tutto è un vestito che puoi provarti subito per sentire come ti sta.
Il tempo è scandito da altro che sempre ti vede protagonista.
Non finisci mai.
E speri che continui così.
Petra Luna oggi tu compi una settimana. È stata una settimana intensa, ricca, ricchissima di meravigliose scoperte e illuminazioni.
Tu curi mentre ti curiamo.
Tu insegni mentre ti insegniamo.
Tu guidi mentre ti guidiamo.
Tu riappacifichi mentre ti diamo pace.
Tu riempi mentre noi ti riempiamo.
Tu porti mentre noi ti portiamo.
Tu connetti mentre noi ti connettiamo.
Tu vivi mentre noi ti viviamo.
Tu Petra Luna sei l’ennesimo grande dono in questa Vita che ho deciso di onorare.
Grazie Amore Nostro, per averci scelto. Grazie per tutto quello che stai facendo riemergere e che ci stai mostrando di tutto e di tutti.
Buona prima settimana qui.
Gioia Infinita,
il tuo Papà

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